Resoconto della presentazione di “La Camorra e le sue storie” di Gigi Di Fiore

(resoconto della presentazione del libro “La Camorra e le sue storie” di Gigi Di Fiore, tenutasi il 16/08/2016 sul terrazzo della Libreria del Mare di Caprioli, a Pisciotta)

Nell’ambito del consueto appuntamento estivo con i libri e gli autori organizzato dal Comune di Pisciotta, dalla Libreria del Mare e dall’Associazione Culturale “La Menaica” di Caprioli, il 16 agosto 2016 il giornalista, saggista e scrittore Gigi Di Fiore ha presentato la nuova edizione del suo libro “La Camorra e le sue storie”, della De Agostini-UTET.
L’incontro si è tenuto sulla terrazza della Libreria del Mare alle ore 21:00. Seduti al tavolo dei relatori c’era lo stesso Autore, la titolare della Libreria del Mare e l’avv. Franco Russo, amico di lunga data di Di Fiore e – per inciso – autore del libro “Per… Alice”, dedicato all’acciuga, a questo alimento caratteristico della cultura mediterranea.

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Presentazione del libro “La camorra e le sue storie” di Gigi di Fiore

Martedì 17 maggio alle ore 18:00 presso la Libreria Feltrinelli a piazza dei Martiri, a Napoli, ci sarà la presentazione del libro “La camorra e le sue storie” di Gigi di Fiore, edito dalla Utet.

Interverranno Enzo D’Errico, Franco Roberti e Isaia Sales.

Già dalla prima edizione del libro, pubblicato per la prima volta dalla UTET nel 2005, l’Autore si poneva l’obiettivo di offrire una visione d’insieme dell’organizzazione criminale in questione, partendo dalle sue origini e prestando particolare attenzione alle connessioni con le varie fasi della storia dell’Italia unita, a partire dal famigerato accordo tra Liborio Romano e Tore ‘e Crescienzo del 1860 per impedire sommovimenti e disordini nella città di Napoli nel passaggio di consegne tra il governo borbonico e quello garibaldino.

Il testo è un viaggio all’interno del mondo della camorra per capirne la genesi, i meccanismi, le connivenze, sino alle trasformazioni che ha conosciuto negli ultimi anni, caratterizzati soprattutto dalla comparsa di gruppi malavitosi di giovanissimi – poco più che ventenni – che hanno dato avvio alla propria carriera criminale emulando i modelli propinati da serie televisive di successo (fiction) e con pochi collegamenti, anche ideali, con i vecchi boss della camorra tradizionale.

Pagina ufficiale su Facebook:
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Pagina dell’evento su Facebook:
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O journo ‘e San Michele

Alcuni definiscono il teatro finzione o arte del mentire; altri invece pensano sia realismo e soprattutto verità. E quest’ultima definizione ben si addice all’opera “O journo ‘e San Michele”, che, con coraggio, porta in scena il lato oscuro del Risorgimento Italiano.
L’opera prende spunto dai fatti realmente accaduti nel periodo storico, come l’eccidio di Pontelandolfo e Casalduni, citato nel corso della rappresentazione. Ambientata in Campania, la trama narra delle vicissitudini degli abitanti di un paese oppressi quotidianamente dai potenti del luogo (i liberali), i quali, facendosi scudo dell’esercito piemontese, opprimevano la povera gente, imponendo il loro volere (definito legge). Così inermi contadini vengono passati per le armi, senza badare se siano adulti o bambini, uomini o donne. E soltanto l’estremo sacrificio del parroco fa si che una giusta rivolta non si trasformi in strage.
Interamente in lingua napoletana, “O journo ‘e San Michele “, trasforma la scena in un viaggio nel tempo, trasmettendo emozioni così forti e contrastanti da renderere lo spettatore pieno partecipe delle storie raccontate. E ciò per merito del talento degli attori, che non recitano o interpretano semplicemente i personaggi, ma li rendono vivi, reali, rompendo pienamente la quarta parete.
Purtroppo ad oggi non siamo ancora stati autorizzati a trasmettere alcuni spezzoni dell’opera, ma vi assicuriamo che, vista una volta si è portati a rivederla una seconda, in cui cogliere tutte quelle sfumature dei caratteri che sfuggono alla prima visione.
Vi terremo informati sulle prossime tappe della Compagnia Teatrale, cercando a stretto giro di mostrarvi anche alcuni spezzoni dell’opera che testimonieranno meglio delle nostre parole la forza narrativa degli attori e della trama. Da non perdere.

Libro di Gigi di Fiore su Francesco II (Focus Storia)

Dall’autore de La Nazione napoletana, Controstoria dell’unità d’Italia, I vinti del Risorgimento, Gli ultimi giorni di Gaeta, 1861 Pontelandolfo e Casalduni un massacro dimenticato, da oggi in edicola con Focus storia una biografia inedita con nuovi documenti su Francesco II di Borbone: “L’esilio del re Borbone nell’Italia dei Savoia”. E’ la prima ricostruzione organica dei 33 anni di esilio dell’ultimo re delle De Sicilie dalla partenza da Gaeta nel febbraio del 1861 alla morte ad Arco di Trento nel dicembre del 1894.

Rosy Bindi: ignoranza, razzismo e malafede

Ci risiamo. Quasi come un vaccino, puntualmente, personaggi in cerca d’autore pur di far parlare di sé non trovano di meglio che sparare caz…te sulla popolazione meridionale. Questa volta l’oscar dell’ignoranza va alla signora (???) Rosi Bindi, che, candidamente, ha affermato che la camorra è un elemento costitutivo della storia e della sociologia della città di Napoli e della Regione Campania. Interessante affermazione, concentrato di ignoranza grassa, malafede e razzismo. Credo a questo punto che sia il caso di fare chiarezza. La camorra, prima dell’unità d’Italia era relegata ai margini della vita sociale del regno. La legittimazione come forza di potere sulla popolazione fu offerta dal prefetto Liborio alla venuta di Garibaldi. Occorreva infatti offrire al “liberatore” (????) una entrata trionfale in città. La soluzione fu trovata costituendo la guardia nazionale, formata, appunto, da affiliati alla camorra. L’esperimento riuscì talmente bene da essere replicato in futuro in varie forme. Alcuni esempi. Le truppe alleate una volta occupato Napoli non trovarono di meglio che fare affari con la criminalità organizzata, contribuendo a rendere serva una popolazione stremata dalla fame e dalle sofferenze patite durante le famose quattro giornate. Successivamente fu la Repubblica Italiana a legittimare un capo camorristico chiedendo il suo intervento contro le brigate rosse. E da ultimo la Terra dei Fuochi, e qui mi soffermo un attimo. Perché la Sig.ra Bindi quando le dichiarazioni di Schiavone furono secretate era Ministro della Salute e presidente della Commissione Antimafia. Sarebbe il caso, prima di esprimere giudizi sociologici, di spiegarci perché Lei non è mai intervenuta quando apprese i fatti e anzi contribuì a segretarli. Forse è il caso che come popolazione meridionale cominciamo a richiedere i danni per tutto quello che abbiamo subito nell’ultimo secolo, non solo alle istituzioni (la Repubblica Italiana) ma anche (e forse soprattutto) alle singole persone che hanno contribuito a realizzare ciò di cui oggi ci accusano. Su questo articolo non inseriremo alcuna fotografia di presentazione. Liberi di immaginare la Vostra idea di immagine di sfondo.